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La Regionale

La Regionale è la prima grande mostra collettiva che riunisce i lavori delle artiste e degli artisti provenienti dal Ticino e dal Grigioni italiano

A cura di ACXSI
Villa Ciani, Lugano
11.12.2021 — 09.01.2022
Artiste/i

Livio Bernasconi


Livio Bernasconi (*1932, Muralto) ha studiato presso l’Accademia di Brera a Milano. Bernasconi esordisce la sua carriera artistica con uno stile di impronta neorealista, per poi passare progressivamente a una pittura astratta. La pratica artistica di Bernasconi è caratterizzata da una lunga e variegata ricerca pittorica incentrata sulla forma e sul colore, dove il segno resta autorefenziale, la scrittura pittorica precisa e spersonalizzata. Le sue opere sono state esposte in diversi contesti e regioni linguistiche della Svizzera, quali il Museum Haus Konstruktiv, Museo Villa dei Cedri, l’Aargauer Kunsthaus, Kunstmuseum St. Gallen.

Alan Bogana


Alan Bogana (*1979, Faido) è un artista visivo nato in Ticino e che attualmente vive e lavora a Ginevra. Nel corso degli anni ha sviluppato una pratica artistica multiforme che comprende installazioni, sculture, media basati sul tempo, realtà virtuali e ologrammi. La ricerca di Bogana si concentra sul comportamento reale e speculativo della luce così come sull’emergere di forme e modelli organici per mezzo di processi tecnologici. I suoi lavori approfondiscono i ruoli di mediazione che le culture tecnoscientifiche svolgono nelle nostre percezioni, nella nostra comprensione della realtà e nella costruzione della nozione di natura. Ha completato un Diploma di Belle Arti con lode alla HEAD di Ginevra nel 2009 e una specializzazione in metodologie di ricerca artistica alla ZhDK di Zurigo nel 2013. Bogana ha ricevuto il Bally Artist Prize nel 2018 e il Pax Art Award nel 2019.

Aline D’Auria


Aline d’Auria (*1982, Lugano) vive e lavora a Chiasso (CH) ed è diplomata come fotografa presso l’Ecole d’Arts Visuels di Vevey e la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, e poi come designer, con specializzazione in video, alla HEAD di Ginevra. Dal 2009 fa parte dell’associazione Svizzera per la fotografia contemporanea Near, nel 2015 è co-fondatrice dell’associazione culturale Grande Velocità con sede allo Spazio Lampo di Chiasso, dove collabora come curatrice. Nella sua ricerca artistica si interessa principalmente ai concetti di appartenenza e spostamento. Ha presentato la sua installazione video We are all going home all’undicesima Biennale desll’immagine di Chiasso (2019), alle Journées photographiques de Bienne e all’Algae Festival Como (2021). Tratto da quest’ultimo lavoro è l’omonimo libro appena pubblicato ed edito da Artphilein Editions.

Luisa Figini


Luisa Figini (*1954, Mendrisio) ha studiato all’Ecole des Beaux-Arts di Bourges, (F) (1981-83), alla Haute Ecole d’art et Design di Ginevra (1998-2002) e all’ Università di Rovereto-Trento (I) (2008-09), ora vive e lavora in Ticino. A partire dagli anni '80 sviluppa una ricerca artistica caratterizzata da un rapporto intimo con la materia e da sperimentazioni con diversi media quali scultura, oggetti, installazioni multimediali, articolata intorno a tre assiomi fondamentali: l’oggetto, il corpo, la relazione. Figini ha esposto in Svizzera e all’estero in mostre personali e collettive in importanti sedi museali ed espositive quali il Museo Cantonale d’Arte di Lugano, la Biennale dell’Immagine di Chiasso, il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto e il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona; il Kunstmuseum di Olten, il Musée des Beaux-Arts di La Chaux-de-Fonds, il Musée Jurassien des Arts di Moutier, il Palais de l’Athénée di Ginevra, la Villa Bernasconi di Lancy-Ginevra, il Centro Culturale Svizzero di Milano.

Luca Frei


Luca Frei (*1976, Lugano) vive e lavora a Malmö, Svezia. La sua pratica interdisciplinare comprende l’installazione e la performance, così come il design espositivo e grafico. Ha tenuto mostre personali e collettive presso il Kunsthaus Glarus, la Bonner Kunstverein, la Malmö Konsthall, il National Museum of Modern Art di Kyoto, il Van Abbemuseum di Eindhoven, il Centre Pompidou di Parigi, il Bildmuseet di Umeå e il Moderna Museet di Stoccolma, tra gli altri. Le sue opere sono state esposte presso l’allora Museo Cantonale d’Arte di Lugano, la Haus der Kulturen der Welt a Berlino, la Tate Liverpool, The Drawing Room a Londra, M HKA a Anversa, CentroCentro di Madrid, e l’Azkuna Zentroa di Bilbao. Ha inoltre partecipato a diverse biennali, tra cui la Biennale Internazionale di Arti Grafiche di Lubiana, la Biennale del Cairo, la Biennale di Praga e la Biennale di Istanbul.

Giulio Gamba


Nato in Ticino nel 1997, Giulio Gamba vive e lavora a Zurigo, dove nel 2021 consegue un bachelor alla ZHDK di Zurigo. La sua pratica pittorica nasce dal graffitismo, per arrivare ai lavori più recenti su tela intelaiata e non, assumendo così un carattere più tridimensionale. Ha esposto i diversi contesti tra i quali Carì Art Safari (2021), Ca’ Rezzonico Lugano (2019), “Zu Besuch” Group Exhibition at ZHDK (2019).

Lucas Herzig


Lucas Herzig (*1988, Zurigo) affronta attraverso al sua produzione artistica temi quali le identità ibride e la creazione di nuovi miti. Spesso si avvale di estetiche di stampo archeologico, tornando indietro nel tempo per lavorare nel presente. Una delle caratteristiche principali del suo lavoro è la creazione di situazioni che non possono essere chiaramente collocate nella storia, sollevando così interrogativi sulla categorizzazione, l’attribuzione e l’appartenenza di questi manufatti. I suoi lavori sono stati esposti: Die Diele, Lokal-Int, larada, Kunst Halle Sankt Gallen, Sonnenstube, MASI.

Maya Hottarek


Maya Hottarek (*1990, Chironico) vive e lavora tra Bienne e Basilea. Ha studiato all’Università di Scienze Applicate di Berna e all’Institut Kunst di Basilea. Il suo lavoro artistico interagisce con diversi media, tra cui la ceramica e il suono, e solitamente ruota intorno a un tema specifico. Un interesse fondamentale dell’artista risiede nell’articolare le complesse interazioni tra l’individuo, la società e l’economia, e cercare di mettere in relazione questi temi con i nostri bisogni fondamentali interrogandosi su come l’individuo, date tutte le possibilità che gli si presentano, possa affrontare la propria esistenza? La maggior parte delle sue opere funzionano come personaggi all’interno di installazioni. L’artista cerca, attraverso vari metodi, di filtrare la semplicità della vita quotidiana. Il suo obiettivo è quello di aprirsi a nuove realtà, mettendo in discussione la nozione di percezione. I suoi lavori sono stati esposti in diversi contesti, tra i quali Espace Libre Bienne, Lokal Int, CAN Neuchatel, Stiftung Binz39, Sonnenstube, Centre Pasquarte.

Kaspar Ludwig


Kaspar Ludwig (Norimberga, 1989) ha ottenuto il bachelor presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e il master presso l’Hochschule für Gestaltung und Kunst di Basilea. Nel 2020 è finalista degli Swiss Art Awards e nel 2019 vince il premio Helvetia Art Prize; nel 2022 sarà in residenza a Tokyo con Atelier Mondial. Fra le mostre citiamo: I always do shadows to deform myself, Galleria Daniele Agostini, Lugano, 2020 (personale); The Sunrise Sings, Tarmak22, Gstaad, 2020; Far from comfortable, Helvetia Art Prize, Liste, Basilea, 2019 (personale); Dogs only fly in 3rd class, Nicolas Krupp, Basilea, 2019 (personale); Insonne, Sonnenstube, Lugano, 2019; Solidi Platoonici, la rada, Locarno, 2017.

Lisa Lurati


Attingendo da una vasta palette di tecniche, che vanno dalla fotografia, al disegno, dalla cianotipia alla scultura ed il video, il lavoro di Lisa Lurati (*1989, Lugano) occupa uno spazio molto particolare. Uno spazio dove la pura estetica si mescola con il profondamente personale, dove le meditazioni esistenziali sono gettate nella mischia con l’assurdo ed il triviale, mantenendo lungo il percorso un profondo senso di umiltà e meraviglia nei confronti del mondo interiore come di quello di esteriore. Attraverso il suo lavoro mantiene significati e referenze in un costante stato di flusso, senza mai rivelare una singola interpretazione. Sta forse analizzando la relazione tra noi umani, il capitalismo globalizzato ed il nostro effetto sul pianeta Terra? Sta forse commentando l’assurdità di un piccolo sacchetto di plastica di fronte all’eternità? Oppure sta solo giocando, nella speranza di dare del senso a tutto questo casino?In ognuno dei casi è questa ambiguità che rende il suo lavoro ancora più seducente;respingendo la trappola del semplice «puntare il dito», crea spazio a molteplici interpretazioni e discussioni. Le sue opere sono state esposte al Centre d’art Contemporaine Yverdon, Photophorum Pasquart, la rada, Sonnenstube.

Aldo Mozzini


Le creazioni di Aldo Mozzini (*1956, Locarno), spesso realizzate con materiali semplici - siano esse oggetti, installazioni o serie fotografiche - fanno spesso riferimento a situazioni e temi urbani. Il lavoro dell’artista indaga l’esperienza primaria dell’essere umano, il corpo, lo spazio e gli oggetti. La sua visione non è affermativa, calcolatrice o cinica, ma piuttosto una riflessione critica sul presente, caratterizzata da umorismo e autoironia, producendo a volte delle velate caricature. Lo straniamento che ne deriva non è fine a se stesso, ma piuttosto un rimando alla messa in discussione della realtà materiale che ci circonda. Le sue opere sono state esposte in diversi contesti, tra I quali troviamo Helmhaus Zürich, Castello di Jesago (MI), Kunstkammer Schlieren, Kunstmuseum Luzern, Kunsthaus Grenchen, Vebikus Kunsthalle Schaffhausen.

Flavio Paolucci


La pratica artistica di Flavio Paolucci (*1934, Torre)i ha origine nell’atto di osservare e di ascoltare. La cultura rurale della Val di Blenio, dove è nato nel 1934, ha influenzato il suo lavoro artistico in modo significativo, rappresentando il filo conduttore dei suoi lavori. La produzione di Paolucci si concentra oggi attorno all’utilizzo del la carta, del legno, della fuliggine e del bronzo. I suoi lavori sono stati esposti in molte istituzioni e in moltepilici contesti, fra cui possiamo trovare: Museo Civico Villa dei Cedri, Bündner Kunstmuseum, Musée Jenisch, Musée cantonal des beaux-arts.

Gregorio Pedroli


Gregorio Pedroli (*1951, Sorengo) studia alla Kunstgewerbeschule di Basilea dal 1968 al 1970 e dal 1973 al 1977 all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove si è diplomato in pittura. Vive a Sorengo e lavora a Lugano. Le sue ultime mostre personali sono: Museo Cantonale d’Arte (Ala Est) nel 2004, Museo d’Arte di Mendrisio nel 2008 e alla Fondation Louis Moret di Martigny nel 2013.

Noemi Pfister


Noemi Pfister (*1991, Locarno) è nata e cresciuta a Locarno. Tra il 2014 e il 2017, ha studiato arti visive alla HEAD di Ginevra, specializzandosi in pittura. Nel 2018 si è trasferita a Basilea, dove tutt’ora vive e lavora e dove nel 2019 ha ottenuto un master in Contemporary Art Practice dalla HGK. Dopo il diploma, ha co-fondato PALAZZINA, un off-space e casa d’artista a Basilea, dove vive e organizza mostre in collettivo con altri artisti. Dal 2020 è co-curatrice e membro della giuria del premio PLATTFORM. Nella sua pratica artistica, attraverso i medium della pittura, del disegno e della scultura, si interroga sulla rappresentazione della figura dell’outsider, dell’emarginato, colui che viene considerato differente.

Giorgia Piffaretti


Giorgia Piffaretti (*1989, Mendrisio) è un’artista multimediale. Attualmente lavora tra la Svizzera e Amsterdam, dove nel 2019 si è laureata alla Nederlandse Film Academy conseguendo il Master in Film “Artistic Research in and Through Cinema”.[Text Wrapping Break]Il suo lavoro si basa su un particolare interesse per gli su archivi personali, partendo dall’osservazione di elementi quotidiani, quali oggetti, fotografie, disegni, video, etc. [Text Wrapping Break]Questi fungono da punti di partenza per esplorare molteplici punti di vista e costruire narrazioni alternative. I suoi video essay, installazioni multimediali e lecture performance mirano a riconsiderare il significato e la percezione di singoli elementi e a inserirli in un contesto più ampio, creando così connessioni tra l’individuale e il collettivo. [Text Wrapping Break]Spaziando tra arti visive e film, ha partecipato a diverse mostre e festival del film a livello internazionale ed é stata recentemente selezionata dalla città di Lugano (in collaborazione con SKK e Atelier Belgrad) per sviluppare un progetto a Belgrado.

Valentina Pini


Valentina Pini (*1982, Ticino) vive e lavora a Zurigo. Affascinata dalle reazioni e dalle evoluzioni dei materiali, dall’alchimia e dalle esperienze fenomeniche, la pratica artistica di Valentina Pini si articola intorno alla percezione della materia. A suo modo, con un misto di umorismo e di rigore, l’artista accosta illusione e realtà. Le sue sculture mostrano visioni delicate e intricate di oggetti apparentemente quieti ed irrilevanti. Muovendosi su una linea sottile tra il riconoscibile e l’indeterminato, le installazioni, rigorose ed essenziali nella forma, permettono all’osservatore di meravigliarsi, grazie al loro potere trasformativo che volge gli oggetti quotidiani a nuovi e improbabili scopi. Il lavoro di Pini intreccia mezzi espressivi quali la scultura, l’installazione e il video e si colloca a metà strada tra la chimica e la magia, dove la creazione non è manifestatamente confessata ma semplicemente suggerita. Il suo lavoro è stato presentato agli Swiss Arts Awards 2021 e in novembre 2021 parteciperà alla Biennale di Arte Mediale di Santiago, Chile.

Viola Poli


Viola Poli (*1992, Brusino Arsizio) è cresciuta a Lugano, continua i suoi studi dapprima in pedagogia e poi in arte presso la HEAD di Ginevra. Dopo un triennio in scultura e installazione, con un semestre di scambio a Lipsia, segue il master in pratiche artistiche contemporanee. Lo spazio industriale, urbano e quotidiano sono sin dall’inizio della sua carriera parte centrale nella sua ricerca artistica, ma è soprattuto nel corso dell’ultimo biennio che l’interesse per questi luoghi inizia a cambiare, ampliando il suo punto di vista e spostando il focus sugli organismi resistenti alla dominazione umana e a tutte forme di vita parallele infinitamente interconnesse. Il lavoro di Viola è un incontro di materie eterogenee, libere di continuare il loro ciclo di trasformazione, quasi impercettibile, seccando, ammuffendo, contaminandosi, trasformandosi. Tra finzione e realtà, si crea una certa ambiguità sulla materia e l’ambiente circostante: un ambiente pre o post apocalittico, una temporalità latente o frammenti di questi luoghi immaginari come reperti di un tempo passato.

Pascal Schwaighofer


Pascal Schwaighofer (*1976, Locarno) vive e lavora tra Zurigo (CH), Ithaca (USA) e Marsiglia (FR). Si è laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Milano ed è al momento dottorando alla Cornell University, con una tesi sulle implicazioni politico-filosofiche dello sciame, della rete, della moltitudine, iconicamente incorporati nella “metafora dell’ape”. La pratica artistica di Schwaighofer si concentra su metafore e analogie di narrazioni, politiche, economie ed estetiche apparentemente non correlate. I suoi lavori sono stati esposti in diverse instituzioni in tutta Europa, tra le quali Center of Contemporary Art, Plovdiv, (BJ); Kunstmuseum Lucerne, (CH); MAGA museum, Gallarate, (IT); Aargauer Kunsthaus, (CH); Kolumba Museum, Cologne, (DE); Centre Culturel Suisse, Paris, (FR); Museo Cantonale d’Arte, Lugano, (CH).

Miguela Tamo


Miguela Tamo (*1962, Poschiavo) è nata e cresciuta a Poschiavo e ha studiato scultura e pittura all’ Accademia di Belle Arti di Firenze, ora vive e lavora a Basilea. La sua pratica artistica si concentra principalmente su disegno e scultura, quest’ultima intesa come intervento tridimensionale che interferisce e ridefinisce lo spazio e viceversa. Durante la sua carriera, Tamo si è cimentata anche con progetti grafici, fotografici, video, e dipinti su tela. Nel corso degli ultimi dieci anni ha realizzato numerose istallazioni e sculture in argilla e porcellana, materiali che la affascinano perchè hanno la stessa immediatezza del disegno: ogni movimento o pressione delle mani o dei piedi vi lascia un’impronta. Da sempre affascinata dai grandi formati, lavorando con l’argilla e la porcellana ha cercato di superare l’ostacolo del piccolo formato imposto da questi materiali modellando centinaia e migliaia di pezzi che assemblati le hanno permesso di realizzare istallazioni e sculture di dimensioni estese. Sensualità, precisione, ambiguità, umorismo e poesia sono aspetti fondamentali per i lavori di Miguela Tamo. I suoi lavori sono stati esposti in diversi contesti, tra I quali Kunsthaus Langenthal, Bündner Kunstmuseum, Salone del Brunelleschi (IT).

Vera Trachsel


Vera Trachsel (*1988, Berna) è cresciuta tra l’Emmental e il Ticino. Ha studiato Vermittlung von Kunst und Design alla HKB di Berna (BA), dove nel 2015 ha conseguito un master in Contemporary Arts Practice. Dal 2015 vive e lavora a Biel/Bienne. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali a nord e a sud delle Alpi, tra cui: Krone-Coronne (2021); Galleria Daniele Agostini (2020); Milieu (2018); Sonnenstube (2017); la rada (2017); Lokal-int (2015). Nel 2016 il suo lavoro è stato premiato con il Premio Kunstverein, nel 2018 con il Premio Manor del Canton Ticino e nel 2021 con l’Aeschlimann-Corti Stipendium.

Edizione–2021

Lugano, Villa Ciani
11.12.2021 — 09.01.2022

Libretto di sala
Informazioni

La Regionale – Mostra d ’arte della Svizzera italiana è un’iniziativa dell’Associazione Arte Contemporanea per la Svizzera italiana – ACXSI, costituita da Daniele Agostini, Giada Olivotto, Sibilla Panzeri e Sébastien Peter.

La Regionale – Mostra d ’arte della Svizzera italiana è coprodotta con la Città di Lugano.

Per ulteriori informazioni, vi preghiamo di contattare direttamente l’associazione ACXSI: info@laregionale.ch


Organizzazione:
Associazione ACXSI
Via Agostino Soldati 4
CH—6900 Lugano

Amministratrici/tori:
Daniele Agostini
Giada Olivotto
Sibilla Panzeri
Sébastien Peter

Media:




Grafica:
Niki Paltenghi

© La Regionale
Lugano, 2021


Coprodotta con:


Sostenitori e sponsor principali:


Partner istituzionale:


Partner culturale: